l'anima di siracusa

L’isola di Ortigia è la parte della città che nell’antichità fu per prima ad essere abitata, per la particolare posizione geografica, per la presenza di acqua e di sorgenti. Ortigia mostra immediatamente il fascino di un luogo che ha visto succedersi e stratificarsi, in oltre 3000 anni, espressioni importanti delle maggiori civiltà del Mediterraneo. Visitare Ortigia, è lungo viaggio in appena un chilometro quadrato tra templi greci e chiese cristiane, palazzi svevi, aragonesi e barocchi, cortili, vicoli arabi, botteghe, modeste abitazioni e grandi edifici pubblici. Belle piazze. Un quartiere ebraico e la sinagoga trasformata in chiesa cattolica. Strade animate e vicoli solitari. Ristoranti, caffè, librerie e negozi. Quasi ovunque una peculiare impronta barocca data dalla ricostruzione settecentesca dopo il terremoto del 1693 e, già dal secolo precedente, dall’opera dei Vermexio, famiglia illustre di architetti siracusani. E’ impossibile riassumere la ricchezza monumentale, la bellezza, la vivacità e la malinconia di Ortigia. Comunque capiti di percorrerla-secondo precisi itinerari o affidandosi al caso- s’incontrerà sempre il mare: il grande porto naturale che è bellissimo al tramonto, il mercato, gli odori per le strade, i menu di pesce dei ristoranti. Ogni cosa a Ortigia riporta al mare. E al rapporto col mare – più o meno intensamente vissuto dall’antichità ad oggi – la città vecchia deve la sua ricca storia e il suo fascino.

Castello Maniace

Situato nella parte meridionale dell’isola di Ortigia, l’edificio fu costruito per volere di Federico II di Svevia nella prima metà del XIII secolo. Utilizzato sia come residenza che come baluardo difensivo, il castello ospitò re Pietro d’Aragona, di passaggio a Siracusa nel 1288. Nel Cinquecento fu in parte modificato dagli spagnoli che in quel periodo stavano massicciamente fortificando l’intera città. Subì alcuni danni sia nel 1693 per il terremoto sia nel 1704, in seguito ad una improvvisa esplosione di polveri da sparo. Il castello, che in passato era circondato da un fossato, si presentava a pianta quadrata, limitato agli angoli da quattro torri, di cui oggi ne rimane solo una.

Tempio di Apollo

Situato nella parte settentrionale di Ortigia, l’edificio è considerato il tempio più antico di Sicilia. Risalente al VI secolo a.C.,sul tempio è presente un’iscrizione dedicata ad Apollo, con i nomi di Kleòmene e Epiklès, rispettivamente il progettista e il costruttore dell’edificio. Nel corso dei secoli il tempio fu trasformato più volte, diventando una chiesa in epoca bizantina, moschea durante la dominazione araba, chiesa in periodo normanno e caserma sotto gli aragonesi.

Duomo

E’ la testimonianza vivente della storia religiosa di Siracusa. Nato nel V secolo a.C. come Tempio di Athena, fu in seguito rimaneggiato per realizzare una basilica cristiana. In epoca normanna la navata centrale fu sopraelevata ai lati. Risale al Quattrocento il pavimento policromo. Dopo il terremoto del 1693 la facciata fu ricostruita seguendo il progetto dell’architetto Andrea Palma, che lo realizzo in stile barocco. La facciata si presenta ora suddivisa in 2 ordini costituiti da colonne, dove nella parte superiore sono riconoscibili le statue della Vergine, di Santa Lucia e quella di San Marziano. L’interno, suddiviso da 3 navate sovrastate da un soffitto a capriate del XVI secolo, presenta nella navata di destra 4 cappelle: quella del Battistero, di Santa Lucia, del Sacramento e del Crocifisso. All’interno di esse sono custodite alcune interessanti opere d’arte, tra le quali spiccano una tavola raffigurante S.Zosimo, probabilmente di Antonello da Messina e una seicentesca statua di S.Lucia. In fondo alla navata di sinistra si può ammirare una splendida abside bizantina, dove è stata collocata la Madonna della Neve, realizzata nel 1512 da Antonello Gagini. Presente anche il Tesoro del Duomo, dove è custodita la Madonna in trono con angeli musicanti, realizzata da Jacobello....continua